Martedì la Rcs Sport ha diramato la lista delle cosiddette wild cards, cioè le squadre che saranno invitate dagli organizzatori a partecipare alle corse World Tour italiane (Sanremo-Tirreno-Giro-Lombardia). L'elenco delle invitate al Giro d'Italia, in particolare, ha sollevato un polverone visto che al team italiano Acqua e Sapone è stato preferito il tedesco e meno noto Team Netapp.
Tale scelta degli organzzatori è criticabile, a mio modo di vedere, non per l'esclusione della squadra italiana, ma solo per la squadra scelta come "sostituta".
Credo infatti che l'esclusione dell'Acqua e Sapone sia giustificata in minima parte dalla volontà di tenere lontano dalla corsa rosa un corridore criticato (e criticabile) come Danilo Di Luca che, è vero, al Giro aveva già partecipato lo scorso anno, ma allora non poteva essere escluso visto che militava in una squadra World Tour invitata di diritto dall'UCI. Certo, escludendo l'AeS si è persa anche l'opportunità di vedere all'opera Garzelli e Betancourt sulle strade del Giro.
Ma la motivazione più importante come lo stesso Acquarone ha dichiarato sul suo blog è legata al marketing, la Netapp è infatti in grado di garantire un importante ritorno d'immagine ed economico per il Giro non solo in Germania ma un po' in tutto il mondo.
Che non fosse una scelta basata sui meriti sportivi era chiaro, infatti se guardiamo il roster della squadra tedesca possiamo notare la totale mancanza non solo di corridori di livello assoluto, ma anche di corridori che possano dare un minimo di spettacolo.
Ma allora, se l'invito è giustificabile solo con la volontà di internazionalizzare il Giro e renderlo un prodotto appetibile in nuovi mercati, sarebbe stato molto meglio, a mio avviso, invitare i cinesi della Champion System: una squadra certamente di secondo (se non terzo) piano, ma che avrebbe portato con sè un bacino di spettatori (la Cina) e di sponsor decisamente più attraente in un'ottica futura rispetto a quello tedesco dove l'economia, quella ciclistica in particolare, non è proprio nelle migliori condizioni (che fine hanno fatto corse come il Giro di Germania?). Ok, forse in Germania i diritti televisivi li pagano alti e subito, ma in Cina il ciclismo agonistico sta partendo adesso e il nostro grande competitor (il Tour) non è ancora arrivato su quel mercato. Per vincere, il Giro dovrebbe arrivare per primo sui nuovi mercati interessanti e, in caso di vittoria, otterrebbe un ritorno economico e di qualità notevole. I grandi corridori che adesso preferiscono il Tour, potrebbero essere attratti dalla grande visibilità di cui il Giro godrebbe nei mercati più interessanti per gli sponsor, i loro e quelli della squadra.
Concludendo, possiamo vedere la scelta di Rcs come una scommessa: ci si assume cioè un certo costo iniziale (l'esclusione della AeS) e una certa dose di rischio, sperando in un importante guadagno futuro. A mio avviso però, con questa scelta (NetApp, Germania), è come se Rcs preferisse guadagnare 10 oggi piuttosto che 200 domani.
Va bene scommettere ma, secondo me, è stato scelto il cavallo sbagliato.
Ma allora, se l'invito è giustificabile solo con la volontà di internazionalizzare il Giro e renderlo un prodotto appetibile in nuovi mercati, sarebbe stato molto meglio, a mio avviso, invitare i cinesi della Champion System: una squadra certamente di secondo (se non terzo) piano, ma che avrebbe portato con sè un bacino di spettatori (la Cina) e di sponsor decisamente più attraente in un'ottica futura rispetto a quello tedesco dove l'economia, quella ciclistica in particolare, non è proprio nelle migliori condizioni (che fine hanno fatto corse come il Giro di Germania?). Ok, forse in Germania i diritti televisivi li pagano alti e subito, ma in Cina il ciclismo agonistico sta partendo adesso e il nostro grande competitor (il Tour) non è ancora arrivato su quel mercato. Per vincere, il Giro dovrebbe arrivare per primo sui nuovi mercati interessanti e, in caso di vittoria, otterrebbe un ritorno economico e di qualità notevole. I grandi corridori che adesso preferiscono il Tour, potrebbero essere attratti dalla grande visibilità di cui il Giro godrebbe nei mercati più interessanti per gli sponsor, i loro e quelli della squadra.
Concludendo, possiamo vedere la scelta di Rcs come una scommessa: ci si assume cioè un certo costo iniziale (l'esclusione della AeS) e una certa dose di rischio, sperando in un importante guadagno futuro. A mio avviso però, con questa scelta (NetApp, Germania), è come se Rcs preferisse guadagnare 10 oggi piuttosto che 200 domani.
Va bene scommettere ma, secondo me, è stato scelto il cavallo sbagliato.
Sarei però felice di essere smentito dai fatti.
a.sala

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